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Una cella è una conchiglia chiusa e definita, come un modulo spaziale.
Per i suoi abitanti tale spazio deve essere cucina, stanza, ufficio, sala giochi, armadio, palestra, biblioteca e molto altro ancora. Allo stesso tempo. Un luogo che viene continuamente reinventato da chi ci vive dentro. Un “modulo” in cui uno sgabello diventa forno, un letto diventa armadio, una lattina diventa antenna, una tavola diventa palestra. All’interno della cella si scopre che lo spazio necessariamente ha una dimensione flessibile che cambia assecondando la sperimentazione di ogni singolo abitante.
La presentazione di Freedom Room di Tommaso Corà al TEDxVicenza 2015 presso il Teatro Olimpico di Palladio, il più antico teatro coperto al mondo. (solo audio italiano)
Abbiamo scoperto che molti degli arredi utilizzati nelle carceri italiane provengono da una grande carpenteria situata all’interno del carcere di Spoleto. Lavorando con i questi carcerati, Aldo Cibic, Tommaso Corà e Marco Tortoioli Ricci hanno scoperto che la maggior parte degli oggetti più comuni diventano qualcosa di diverso all’interno di una cella di prigione. Lo spazio stesso diventa qualcosa di diverso. Vivere sotto restrizione ha portato molti detenuti, per necessità, a reinventare lo spazio nelle loro cellule, così come il modo in cui utilizzano molti degli elementi che trovano all’interno. È così che nasce il progetto Freedom Room. I detenuti che lavorano nella carpenteria di Spoleto sono diventati consulenti del progetto. Il loro contributo ha portato all’idea di uno spazio più vivibile, pensato per essere compatto e funzionale, in grado di soddisfare nuove esigenze pur mantenendo le dimensioni originali della cella (4 x 2,7 metri).
Tommaso Corà and Marco Tortoioli Ricci presentano Freedom Room per la selezione “Nice’s Social Innovation Projects”. (solo audio inglese)
Un nuovo modulo abitativo essenziale ed economico è nato da questo lavoro, una proposta per soluzioni temporanee o permanenti, innovative, hotel diffusivi, strutture per studenti, ostelli. Una stanza che diventa un luogo capace di utilizzare lo spazio al meglio, per lavorare, studiare, vivere, divertirsi. Ma anche una stanza che diventa uno strumento per la ristrutturazione urbana in aree abbandonate. I moduli della FREEDOM ROOM possono essere usati all’interno di aree industriali, commerciali, non commerciali e urbane cadute in disuso, sostenendo nuove dinamiche sociali e riformando comunità e quartieri.

 

Ma Freedom Room è anche punto di partenza per immaginare una nuova idea di cella per le prigioni italiane.
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Crediti: Un progetto di Aldo Cibic, Tommaso Corà (Tipic) e Marco Tortoioli Ricci. Foto di Alberto Parise.